18 FODDRE DI FABIO FERRACANE

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Fa caldo. È un dato di fatto. Fa più caldo dell’anno scorso e si forse fa più caldo di qualsiasi altro anno ora ci sembra di poter ricordare. Ma l’umanità si è evoluta grazie alla sua innata abilità di fronteggiare le catastrofi con l’ingegno e il sesto senso. E il pollice opponibile anche, altrimenti ora i gatti ci starebbero comandando tutti. Quindi come membro della specie umana ho cercato il mio personale modo di sopravvivere all’aria infuocata e mi sono fatta aiutare da un altro membro della specie umana, il marsalese doc Fabio Ferracane. Se non fosse stato per il suo nuovo rifermentato di Catarratto infatti forse ora il caldo avrebbe avuto la meglio su di me e non sarei qui a parlarvene.

La casa vinicola Ferracane nasce nel 1990 quando il padre di Fabio riceve in eredità una piccola Tenuta a Nord di Marsala, in Contrada Bosco. Circa 7 ettari impiantati con varietà locali – Grillo, Catarratto e Nero d’Avola – in un territorio eccezionale e sublime, bagnato dal mare, inondato da sole e vento salmastro. Un territorio dove la Natura ha imparato a sopravvivere ben prima che arrivasse l’uomo e questo Fabio lo sa bene. Per questo i suoi interventi in vigna sono minimi e aspetta solo di trovare quel perfetto equilibrio tra acidità e livello zuccherino per vendemmiare, a mano, e selezionare i grappoli migliori. In cantina continua quindi sulla strada della purezza e della vinificazione naturale, in assenza di additiviti, lieviti selezionati e altri trucchi.

Proprio con l’annata 2018 si è aggiunta questa nuova etichetta, il Catarratto 18 Foddre: il foddre ovvero in siciliano occidentale il pazzo, il brioso… il rifermentato! Infatti, imbottigliato prima che finisse la fermentazione, con appena 20 grammi di zuccheri per litro, questo Catarratto continua e termina la sua fermentazione in bottiglia diventando naturalmente frizzante.

Un metodo antico che preserva la freschezza e l’aromaticità del vitigno che risulta perfettamente riconoscibile nella sua nota fiorita al naso e nella nota marcatamente minerale in bocca.

Colore giallo fluo e sorso verticale, quasi tagliente per acidità, 18 Foddre resuscita le papille gustative dal torpore e mette quasi appetito.

Un vino che fa della freschezza la sua nota vincente riuscendo a non banalizzarla, ma ad equilibrarla a profumi mutevoli, lievi tannini e una nota affumicata finale. Un vino perfetto per accompagnare tutta la lunga estate torrida che abbiamo davanti a noi non fosse per un piccolo problema. Fabio ne prodotto solo 500 litri di 18 Foddre, quindi solo i più veloci e i più forti ce la faranno. Come la gazzella che si sveglia ogni mattina in Africa.

E se volete provarlo lo trovate su Wineyou……

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Vini_Colbacco

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Vini_Colbacco è il progetto di collaborazione di 4 amici del vino e nel vino: Guido, Zaffo, da più di vent’anni consumatore e propulsore di vino naturale, presidia la parte comunicativa e commerciale del gruppo; Luca e Giulio, viticoltori in proprio con Lumiluna, ne sono le fondamenta agricole. Marco, il Signor Kurzt, custodisce la parte enologica delle loro idee. Colbacco decide di recuperare vecchie vigne di Grechetto, Trebbiano, Sangiovese e Merlot, per produrre vino libero nel modo più naturale possibile, recuperando la vecchia sapienza tramandata dagli anziani del luogo e mischiandola con la piu profonda conoscenza moderna di agricoltura ed enologia. Vigneti decennali che erano un groviglio di rovi e piante infestanti, hanno visto nuova vita e oggi costituiscono un vero e proprio patrimonio ampelografico da custodire e poter tramandare alle generazioni future. Le vigne che si trovano nei dintorni di Spina, bellissimo borgo medioevale situato nei pressi di Perugia, sono allevate in regime biologico, con inerbimento spontaneo, senza nessuna concimazione, diserbo o pesticidi, ma solo un uso esclusivo di rame e zolfo. Tre i vini prodotti, tutti a fermentazione spontanea, senza solforosa aggiunta, ne’ chiarifiche ne filtrazioni: Quartoprotocollo, rosso severo a base Merlot con macerazione di 30 giorni sulle bucce; il Kalima, bianco orientale, dalla lunghissima macerazione di Trebbiano e Grechetto; infine il loro rosato, chiamato Maracaibo, ottenuto da uve si Sangiovese, affilato come un coltello. Microproduzioni, difficili da trovare. Mitici.

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Sfumature di Nero d’Avola

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“Vitigno solitario,
accarezzato dalla brezza del mare
arroventata dal sole,
che rubino,
gocciola nei cristalli della memoria
ritorno alla terra
dei padri:la Sicilia.”

E’ Il Nero d’Avola, vitigno rosso maggiormente conosciuto come una delle migliori varietà della Sicilia. Un tempo si chiamava Calabrese (calabrese pizzuto, calabrese nero, calabrese dolce, calabrese d’Avola), denominazione attribuita a molti vitigni presenti non solo in Sicilia, ma anche in Toscana, Calabria ed in buona parte dell’Italia meridionale, creando spesso equivoci sulla sua origine. In realtà  è un vitigno 100% autoctono siciliano.
Il nome deriva da colavrizi o colanlisi, dove cola sta per uva (in siciliano) e anlisi da Avola.
Il Nero d’Avola si diffuse soprattutto nel siracusano a partire dal 1868 consolidando negli anni successivi la coltivazione di questo vitigno.
Le forme di allevamento che predilige sono la spalliera o l’alberello.
Lo si trova vinificato in purezza o in blend con altri vitigni autoctoni siciliani, generalmente Frappato di Vittoria o Nerello Mascalese.
Il Nero d’Avola si presenta alla vista di un gradevole rosso rubino, più o meno intenso, ha un gusto con sentori di bacca, di ciliegia, prugna, nelle migliori zone presenta note speziate e balsamiche. Presenta una buona acidità offrendo la possibilità di un lungo invecchiamento, se ben conservato.
Va servito a 15-18°C e si abbina a carni rosse, arrosti e formaggi stagionati.
I vini ottenuti entrano nelle DOC:
Eloro, Marsala, Cerasuolo di Vittoria, Sciacca, Santa Margherita di Belice, Contea di Sclafani, Delia Nivolelli, Sambuca di Sicilia, Contessa Entellina, Alcamo, Erice, Mamertino.

De Fermo

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L’azienda De Fermo si trova a Loreto Aprutino, tra l’Adriatico e il ghiacciaio più a sud d’Europa, nata solamente nel 2009 ma in pochi anni ha saputo ritagliarsi un posto importante nella viticoltura abruzzese.Il fulcro centrale dell’azienda si trova in una villa storica del’700 tutta circondata da vigneti, uliveti e boschi.I vigneti sono complessivamente 17 ettari composti da Pecorino, per circa un ettaro, Chardonnay, 4 ettari, e Montepulciano d’Abruzzo per la restante parte. Tutti i vigneti sono allevati secondi i dettami della biodinamica e in cantina si usano solo lieviti indigeni, nessun coadiuvante enologico, nessun controllo delle temperature, fermentazioni e affinamento solo in legni grandi o cemento, nessuna filtrazione, stabilizzazione né chiarifica prima dell’imbottigliamento.3 i vini prodotti; Le Cince, vino rosato a base Montepulciano, Il Prologo, il loro vino rosso affinato in botte grande e il biancoPecorino. Tutti i loro vini rispecchiano la filosofia dei De Fermo; spriritualità, educazione, studio e osservazione che rappresenta il percorso di ricerca della profondità, forza e sostanza del loro agire.

Aldo Viola

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L’ Azienda di Aldo Viola si trova nei pressi di Alcamo in provincia di Trapani. Aldo proviene da una famiglia che da almeno 4 generazioni hanno una vera e propria passione per la produzione di vino. L’azienda si è sviluppata secondo 3 cardini di sviluppo; eccellenza, tradizione ed ecosostenibilità insieme ad una filosofia che è la tipicizzazione dei vini provenienti esclusivamente dalle uve dei proprietà, della varietà Grillo, Catarratto, Nerello Mascalese, Syrah e Perricone. Aldo Viola cura in prima persona tutti i processi dalla vinificazione fino all’imbottigliamento delle circa 10000 bottiglie che ogni anno produce in modo artigianale e naturale. Le tecniche di coltivazione dei vigneti sono da sempre biologiche con alcuni concetti di biodinamica, ma solo nel 2013 ha ottenuto la certificazione bio. Non tutte le uve raccolte vengono vinificate ma solo il 20% ha il privilegio di entrare nei vini di Aldo, vini che hanno una forte identità territoriale

Marco Sara

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La cantina di Marco Sara si trova a Savorgnano del torre, in provinica di Udine, nella parte più occidentale e anche più fredda dei Colli Orientali del Friuli. Qui coltiva otto ettari di vigneto che si trovano tra i 175 e i 300 m.s.l.m. e poggiano sul cosiddetto Flysh, che è un misto di “ponca”, la parola che in friulano identifica la marna, ed arenaria. I vigneti di Marco sono tanti piccoli appezzamenti dislocati nella fascia collinare del comune di Povoletto; scelti nel tempo in modo da rispettare determinate caratteristiche icosì da poter esprimere al meglio il territorio. I Cru sono due; il Riu Falcon dove sono presenti le vigne di Picolit, di Friulano e di Verduzzo, caratterizzato da temperature fresche e terreno argilloso, che permette sia di avere dei buoni risultati con i vitigni a bacca bianca sia di poter lavorare con la botrytis cinerea, e il Cru Roncus caratterizzato da una buona escursione termica tra giorno e notte nella fase di maturazione e dove vengono allevati il Refosco, lo Schioppettino e il Cabernet Franc. Marco da subito ha abbracciato la filosofia biologica, e per lui vino significa responsabilità, sostenibilità, equilibrio degli esseri viventi; lavoro artigianale che tiene conto del passato ma guarda al futuro. Idee che sono state riportate in vigna attraverso l’assenza di prodotti chimici di sintesi come diserbanti e pesticidi, e in cantina con fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, tecniche di cantina senza ausili di correzioni e additivi e la parsimonia nell’uso dell’anidride solforosa. I vini di Marco rispettano i concetti di bevibilità, territorialità, sensibilità umana e profondità.

Marco Merli

marco-merliL’azienda è situata a Casa del Diavolo, immersa nelle colline umbre, ed è gestita da Marco Merli con l’aiuto del papà. Pochi ettari gestiti in maniera naturale dove il frutto deve essere il più sano possibile attraverso concimazioni effettuate con letame animale, sovesci erborei, trattamenti solo con rame e zolfo e l’instaurazione di una convivenza tra le erbe infestanti e le viti. La vinificazione avviene solamente in cantina dove si prediligono le fermentazioni spontanee con i soli lieviti indigeni e affinamenti tra vasche di cemento, botte grande ed acciaio. I vitigni coltivati sono Trebbiano, Grechetto, Malvasia, Sangiovese, Merlot, Ciliegiolo, Moscato, Cabernet Sauvignon che vanno a comporre le 13 etichette che Marco produce. Vini non solo gustosi ma anche ricchi di dettagli e di emozioni, sfaccettati e molto buoni.

Scritto da Giovanni Boscherino

Collecapretta

Collecapretta è una piccola azienda che si trova in Terzo la Pieve, località vicino a Spoleto, immersa nella campagna umbra. Gestita da Vittorio Mattioli con il prezioso aiuto della moglie Anna e della figlia Annalisa, la cui attività abbraccia tutti gli aspetti legati alla campagna, non solo la coltivazione della vite, ma anche grano che gli fornisce la farina e il mangime per gli animali, degli ulivi e l’allevamento di piccoli animali da cortile. Cinque ettari di vigneti situati in collina ad un’altitudine tra i 400 e i 550 s.l.m., ben ventilata e composizione dei terreni di origine argillosa. Grande attenzione è posta in vigna, con il rispetto dei cicli della natura, la totale assenza di erbicidi, pesticidi e diserbanti. La stessa cura è posta in cantina dove si praticano fermentazioni spontanee, vietato l’uso di anidride solforosa, i travasi vengono effettuati in funzione del ciclo lunare e per illimpidire i vini ci si affida ai rigori dell’inverno. Collecapretta ha sempre cercato di interpretare e valorizzare i vitigni locali, accanto a vigneti di Trebbiano Spolentino, da vigne di sessant’anni, e Sangiovese, da ceppi di trent’anni, sono stati piantati negli anni vitigni di Barbera, Greco, Merlot e Ciliegiolo. Un vasta gamma di etichette dalla produzione limitata già diventate cult presso gli appassionati.
http://wineyou.it/ita/manufacturer/collecapretta.html
#collecapretta #viniveri #vininaturali #viniumbri

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La Felce

L’azienda agricola La Felce è situata ai piedi delle colline di Ortonovo, in provincia di La Spezia. E’ portata avanti da Andrea Marcesini che, con amore e passione, riesce a produrre vini di qualità molto alta. I vitigni coltivati sono quasi tutti autoctoni e le vigne hanno un età media di 60 anni. 5 i vini prodotti: il Quotidiano Bianco prodotto con Trebbiano, Vermentino e Malvasia, il Quotidiano Rosso ottenuto da un blend di Massaretta, canaiolo, sangiovese, merlot, il Colli di Luni Vermentino Monte dei Frati il suo vino più rappresentativo, l’ IGT Liguria Levante Bianco in Origine prodotto con Vermentino, Trebbiano Toscano e Malvasia di Candia non aromatica e infine IGT Liguria Levante Rosso Reconteso ottenuto con Massaretta e Alicante.

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Ausonia

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L’azienda vinicola Ausonia nasce, per opera e passione di Simone e di sua moglie Francesca, rispettivamente un farmacista e un ingegnere meccanico che, a partire dal 2008, decidono di condividere lo stesso sogno e lo stesso richiamo, produrre un vino che fosse non solo buono, ma che manifestasse nel suo gusto una propria specifica identità.Situata ad Atri, in provincia di Teramo a circa 270 m sul livello del mare, l’azienda vinicola Ausonia è composta da 12 ettari di vigneto che, dopo un lungo percorso di studio, dedizione e ricerca, verranno coltivati secondo i princìpi dell’agricoltura biodinamica. Infatti, dopo la produzioni iniziale di vini convenzionali e la successiva trasformazione in azienda vinicola biologica, Ausonia decide di convertire l’intera viticultura nella produzione di un vino naturale, originale, “vivo” … il vino biodinamico. Il vino biodinamico è un vino naturale, espressione di un territorio definito, quello abruzzese, dal carattere forte, deciso e autentico come quello della sua gente.

Diverse le tipologia prodotte; la linea Apollo che comprende un Montepulciano d’Abruzzo, un Cerasuolo d’Abruzzo e un Trebbiano d’Abruzzo tutti a fermentazioni spontanee, la linea Machaon con lo splendido pecorino e la linea Riserva con il Montepulciano d’Abruzzo DOCG Colline Teramane affinato 12 mesi in botti grandi e barriques.