38 special – Vigne del Pellagroso

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In tanti sognano la rivoluzione. Sognano una rivoluzione personale, di cambiare strada e lasciarsi tutto alle spalle, incuranti dei giudizi della gente. O magari sognano una rivoluzione sociale, verso un mondo più giusto, più attento e più naturale. E poi alcuni smettono di sognare e si mettono a farla la rivoluzione, con caparbia tenacia e follia infantile.

Sono quelli che alle parole preferiscono i fatti e tra loro c’è sicuramente Antonio “Billy” Camazzola che, lasciato il bancone e il grembiule dopo anni da oste in enoteca, oggi coltiva i suoi vigneti a Monzambano, sulle colline moreniche del Lago di Garda. Un progetto di pacifica belligeranza il suo Vigne del Pellagroso che non a caso prende il nome dal giornale amministrativo e politico, molto diffuso nelle campagne mantovane di fine ‘800 e poi costretto a chiudere in seguito all’arresto del suo direttore, accusato di aver contribuito ad organizzare alcuni scioperi di braccianti. Una piccola rivoluzione, anche quella.

Partito da un piccolo appezzamento di Merlot, nel tempo Billy ha adottato altri piccoli vigneti semi abbandonati, tutti molto vecchi, arrivando così oggi a gestire, secondo i principi della biodinamica, circa un ettaro e mezzo. Vigne del Pellagroso: rivoluzionari filari ritorti con piante centenarie mescolate le une alle altre, mille varietà – Cabernet sauvignon, Molinara, Rondinella, Chardonnay, Pinot Grigio, Garganega, Moscato, Tocai, Malvasia e Pinot bianco – in perfetta armonia con la tanta biodiversità naturale di queste zone che Billy preserva e cura intervenendo il minimo possibile in vigna.

E come in tutte le rivoluzioni che si rispettino, Billy ha pensato fosse molto meglio non farsi trovare impreparati nei confronti delle critiche del mondo benpensante abituato al gusto canonico del vino chimico. Così si è pacificamente armato del suo vino: 38 special, cartuccia corta. Può bastare per una prima linea di difesa. Un’etichetta che è manifesto di una rivoluzione e per questo è donna, come la rivoluzione d’altronde.

 

Blend di Cabernet, Merlot, Pinot Grigio, Molinara e Rondinella, 38 special viene fermentato senza aggiunta di lieviti in acciaio con una brevissima macerazione sulle bucce. Neanche a dirlo è un vino che non vede filtrazioni né solforosa prima dell’imbottigliamento. Il colore rubino scarico richiama subito ad una beve informale e fresca ed è esattamente quello che viene confermato all’assaggio. Un vino fruttato e vinoso sostenuto da una bella trama acida e minerale, così dissetante e disimpegnato che potresti bertelo da solo, una sera di fine autunno con delle castagne arrostite, ma tanto meglio se trovi un amico a farti compagnia. In due si beve e si pensa sempre meglio.

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BY LASECONDADOLESCENZA